Fallimento in cerca di restyling

Fallimento in cerca di restyling

Approderà a breve, in Consiglio dei Ministri, la riforma organica della normativa sulle crisi d’impresa messo a punto dalla Commissione Rordorf, istituita a gennaio del 2015 allo scopo di riscrivere, in maniera organica, la normativa sulle crisi d’impresa.


La riforma favorirà un intervento precoce nelle situazioni di crisi, misure ad hoc per i gruppi di imprese, sistema integrato di vendita dei beni provenienti da procedure concorsuali, limitazione del ricorso al concordato preventivo ai casi in cui si punta alla sopravvivenza delle attività e creazione di un unico iter per l’accertamento giudiziale delle situazioni di difficoltà.
Con questo disegno di legge delega, il Consiglio dei ministri punta invece a riscrivere l’intera materia in maniera sistematica, includendo anche gli istituti di amministrazione straordinaria delle grandi imprese, il sovraindebitamento del consumatore e degli altri debitori non assoggettati al fallimento, il tema dei privilegi e quello delle garanzie non possessorie. Saranno cancellate la parola ‘fallito’ e ‘fallimento’.
I tempi non saranno brevi. Dopo il via libera del Governo, si attenderà l’approvazione del Parlamento e, a seguire, i conseguenti decreti legislativi.
Importante sarà il ruolo previsto dalle cosiddette ‘procedure d’allerta’; la tempestività dell’intervento risanatore è infatti fondamentale per il successo del risanamento. Un aspetto sottolineato dalla commissione è quello che nel nostro Paese «le procedure concorsuali sono ancora vissute come un male in sé» e che «dagli studi empirici emerge un quadro allarmante sull’incapacità delle imprese italiane – per lo più di piccole o medie dimensioni – di promuovere autonomamente processi di ristrutturazione precoce per una serie di fattori che ne riducono la competitività (sottodimensionamento, capitalismo a conduzione familiare, personalismo autoreferenziale dell’imprenditore, debolezza degli assetti di corporate governance)». Tant’è che la commissione cita uno studio condotto dall’Università di Bologna, secondo il quale l’87% delle imprese coinvolte in procedure concorsuali dinanzi agli uffici giudiziari erano insolventi già da tre anni.
Altro elemento fondamentale per il raggiungimento di un efficiente gestione delle procedure concorsuali è l’introduzione di un giudice specializzato. La proposta del disegno di legge delega è di concentrare presso i tribunali delle imprese le procedure di maggiori dimensioni e di ripartire la trattazione delle altre tra un numero ridotto di tribunali.
Dott.Vito Gabriele Surgo

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